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Relazione Presidente Vivoli all'assemblea annuale Italia Comfidi
Relazione Presidente Vivoli all'assemblea annuale Italia Comfidi

Relazione del Presidente Massimo Vivoli all'Assemblea Annuale del Consorzio di Garanzia tenutasi a Firenze Lunedì 12 Luglio
Il 2009 è stato un anno particolarmente difficile per l’intero sistema economico, il prodotto mondiale si è contratto dello 0,6%; alla forte diminuzione del 3,2% registrata nelle economie avanzate si è contrapposto un incremento del 2,4% realizzato dalle economie dei paesi emergenti. Nell’area dell’Euro il PIL ha subito una diminuzione del 4,1%.
Nel nostro Paese nel corso degli ultimi due anni ci siamo “rimangiati” buona parte della crescita dell’ultimo decennio. Il reddito delle famiglie si è ridotto del 3,4%, i consumi del 2,5%, le esportazioni del 22%, gli investimenti delle imprese del 16%.
Nel 2009 le ore di cassa integrazione sono salite del 12%, l’occupazione è diminuita dell’1,4%, il numero delle ore lavorate del 3,7%; il numero dei fallimenti ha registrato una impennata del 26% rispetto all’anno precedente.
Appare del tutto evidente come in un contesto così dato abbiano sofferto le imprese di ogni settore e dimensione, quelle piccole e piccolissime in particolare. Dobbiamo sempre avere presente la struttura del nostro sistema imprenditoriale costituito da aziende di dimensione micro, fortemente sottocapitalizzate e totalmente dipendenti dal credito bancario per sviluppare e sostenere ogni iniziativa di business.
In una fase congiunturale di forti tensioni per i fatturati che crollano, i crediti commerciali che si fatica sempre di più ad incassare, le spese di esercizio che corrono ed i costi incomprimibili, il maggior sostegno finanziario che si renderebbe necessario viene spesso invece negato da un sistema bancario preoccupato a sua volta di contenere l’esposizione al rischio.
Anche tutto il comparto del credito ha dovuto confrontarsi con uno scenario particolarmente complicato e senza precedenti.
Il Governatore della Banca d’Italia nella sua relazione annuale così ha sintetizzato la questione: “i bilanci delle banche hanno accusato il marcato deterioramento della qualità del credito, riflesso della recessione iniziata nel secondo trimestre del 2008. Il flusso di sofferenze in rapporto agli impieghi complessivi è rapidamente cresciuto. L’aumento degli impieghi verso clientela in momentanea difficoltà e stime relative alle probabilità di ingresso in sofferenza entro un anno, indicano che nuove significative perdite su crediti sono destinate a manifestarsi nell’anno in corso. Con il progressivo deterioramento della qualità del credito, le condizioni di offerta dei prestiti sono divenute più restrittive…” e poi ancora: “il credito alle imprese era sceso del 3,7% a dicembre 2009 rispetto a settembre in ragione d’anno. La contrazione si è fatta meno intensa dall’inizio di quest’anno: nei tre mesi terminati ad Aprile è stata pari all’1%. La flessione è più forte nelle regioni del Nord, in cui più intensa è l’attività industriale; i prestiti alle imprese del Mezzogiorno sono tornati a crescere. Il credito alle famiglie continua ad espandersi, sebbene a ritmi moderati”.
In questo contesto è mancata una politica attiva di intervento a sostegno della domanda interna e di stimolo verso l’economia e le imprese in particolare. L’iniziativa più significativa in questa direzione è stata forse la “moratoria dei debiti” introdotta con l”avviso comune” firmato dall’ABI e dalle Associazioni imprenditoriali in sede di ministero dell’Economia. Attraverso questo strumento le imprese hanno potuto congelare per 12 mesi il pagamento delle rate dei mutui e dei leasing, prorogando di un analogo periodo la durata dei finanziamenti. Si è trattato di una significativa boccata di ossigeno per molte imprese che ha consentito loro di superare la fase più critica della crisi. Uno strumento usufruito alla data del 30 aprile , da oltre 140mila imprese e che verrà prorogato di ulteriori sei mesi.
Uno strumento che ha coinvolto anche il mondo dei Confidi per le operazioni di moratoria sui finanziamenti accordati alle imprese da questi garantite. A solo titolo informativo rammento che il nostro Confidi ha esaminato richieste pervenute da 2196 imprese associate per un importo totale di finanziamenti riscadenzati per oltre 394 milioni di Euro.
L’altro strumento che il sistema imprenditoriale ed il sistema bancario hanno potuto attivare per superare la fase più critica della situazione si chiama Confidi.
Infatti il ruolo svolto dai Confidi si è dimostrato di particolare rilevanza in questo contesto di difficoltà, esaltando pienamente la validità dello strumento nel rapporto fra la banca e la piccola impresa. Infatti, in un quadro congiunturale sfavorevole, i Confidi hanno consentito di attenuare gli effetti negativi della crisi, sia in termini di disponibilità che di costo del credito. In base ad alcuni dati resi noti dalla Banca d’Italia, a fine 2009 su un totale di 142 miliardi di euro di prestiti accordati alle imprese di minori dimensioni, oltre il 13% risultava assistito dalla garanzia di un Confidi; percentuale che nella regione Toscana sale al 15.8%. La stessa indagine ha messo in evidenza come, nel periodo 2007 – 2009 , mentre il totale del credito accordato alle aziende di minori dimensioni su base nazionale ha subito una flessione annua media dell’1,4%,quello delle imprese assistite dai Confidi è risultato in crescita del 2,1% per arrivare addirittura al + 4,4% per le imprese garantite dai Confidi nella Regione Toscana e questo in contemporanea ad un contenimento dei tassi praticati dalle banche inferiori di 8 decimi di punto rispetto a quelli applicati sui crediti delle imprese non garantite.
Un altro aspetto che emerge con forza da questa analisi e che deve essere attentamente sviscerato riguarda l’aspetto della rischiosità dei crediti garantiti dai Confidi, che risultano avere un indice più che doppio rispetto al livello medio in essere in capo alle imprese non garantite.
I Confidi quindi in questa fase hanno consentito un flusso di credito maggiore verso le aziende associate, ma esse rappresentano tuttavia la fascia più debole e rischiosa del sistema. I Confidi hanno quindi contribuito a sostenere fortemente l’attività delle imprese associate, ma hanno anche contribuito a sgravare di maggiori rischi il sistema bancario, assumendoli a loro carico.
È proprio in considerazione di ciò che torno ancora una volta a sostenere l’inderogabilità di adeguati interventi pubblici di sostegno nei confronti dei Confidi per poter continuare a svolgere ancora in maniera più significativa la nostra missione. Interventi che debbono essere effettuati a tutti i livelli, a partire da una normativa di sostegno centrale da implementare a livello Regionale, locale, Camerale.
A tal fine ribadisco quanto già richiesto alla regione dalle associazioni di categoria raggruppate in Rete Imprese Italia alla Regione, in ordine all’erogazione di adeguati contributi pubblici ai Confidi emanazione delle associazioni di rappresentanza. L’intervento Regionale non può e non deve esaurirsi al solo finanziamento della Fidi Toscana, la cui operatività andrà sempre di più integrata e resa sinergica a quella dei Confidi.
Il 2009 è stato certamente un anno particolarmente difficile ed impegnativo per tutte le vicende che hanno interessato il sistema economico e tutti i suoi attori, ma è stato un anno davvero unico per il Confidi che ho l’onore di presiedere. Esso rimarrà negli annali della società per l’impegno straordinario che è stato richiesto ed assicurato da tutta la struttura per avviare e concludere, accanto alla operatività ordinaria, sia la fusione con i tre Confidi del sistema Confesercenti e nello specifico: Ciessepi Confesercenti Fidi del Piemonte; Euroconfidi Impresa della Lombardia; Eurofidi Veneto del Veneto; che tutto il percorso finalizzato all’iscrizione nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del Testo Unico delle Leggi in materia bancaria creditizia.
La fusione per incorporazione in Toscana Comfidi dei tre Confidi suddetti, che ha avuto effetti contabili e fiscali dal 31 Dicembre 2009, ha comportato la preventiva soluzione di problematiche tecnico giuridiche di rilevante importanza anche in virtù della diversa forma giuridica di Toscana Comfidi rispetto a quella degli incorporati, tutte società cooperative, inerenti al superamento del principio del voto capitario rispetto a quello proporzionale al valore della partecipazione posseduta.
Questa complessa operazione rappresenta una delle poche fusioni di Confidi di una certa rilevanza, realizzata fra soggetti operanti su livelli territoriali ampi, l’unica che abbia un respiro ed una dimensione nazionale. Da essa nasce Italia Comfidi, il secondo operatore del paese per dimensioni, il primo per copertura territoriale dell’operatività, il primo che opera prevalentemente nel settore del terziario.
Italia Comfidi, con i suoi quasi 5 miliardi di fidi garantiti, copre una quota di mercato pari a circa un quarto dell’intero settore del credito garantito dal sistema dei Confidi nel nostro Paese.
La scelta fatta potrebbe quindi rappresentare un punto di riferimento per l’evoluzione dell’intero sistema.
Nel sistema associativo che fa riferimento alla Confesercenti, l’operazione ha consentito l’aggregazione dei quattro principali Confidi, tutti sopra la soglia di accesso per l’iscrizione obbligatoria al 107 del TUB, tre dei quali difficilmente avrebbero potuto conseguire le condizioni minime di carattere organizzativo, e due anche patrimoniali, richieste dalla normativa. Ciò invece è stato realizzato con evidenti vantaggi generali in termine di investimenti richiesti nell’immediato e di futuri possibili risparmi sui costi di esercizio.
L’aggregazione, è stata fortemente voluta dai vertici nazionali di Confesercenti nella consapevolezza che i Confidi sono oggi chiamati a confrontarsi con un standard normativi e strutturali più elevati, imposti dalle mutazioni intervenute nel mercato del credito, già ampiamente dibattute anche nella tavola rotonda tenutasi l’anno scorso in questo stesso luogo in occasione della nostra assemblea annuale, nonché dalle esigenze e dalle legittime aspettative delle imprese associate.
La sfida che ora abbiamo di fronte è quella di non disperdere, ma anzi valorizzare la conoscenza delle caratteristiche,delle esigenze e delle problematiche, anche territoriali,delle 61.068 imprese associate e tesaurizzarne tutte le informazioni qualitative e quantitative per spenderle al meglio nei confronti del sistema bancario che, soprattutto negli ultimi anni, è stato caratterizzato da un elevato tasso di concentrazione nei grandi Istituti di Credito nazionali, meno sensibili alle esigenze localistiche.
Il 2009 è stato caratterizzato anche dal complesso delle attività, organizzative e documentali, finalizzate alla predisposizione ed alla presentazione della domanda alla Banca d’Italia per conseguire l’iscrizione nell’elenco speciale di cui all’articolo 107 del testo Unico delle Leggi in materia bancaria creditizia.
Tutta la struttura organizzativa e funzionale del Comfidi è stata sottoposta ad una attenta “rilettura”, sono state individuate e rimosse le criticità riscontrate nei diversi processi su cui si sviluppa l’attività caratteristica, e si è proceduto ad una loro formalizzazione attraverso la stesura di appositi regolamenti sottoposti all’approvazione del Consiglio di Amministrazione. In particolare sono stati definiti: il Regolamento della struttura del Confidi, quello sulla gestione del processo della garanzia, quello sul funzionamento del sistema dei controlli interni.
Il tutto poi è stato riassunto in una Relazione sul funzionamento della struttura organizzativa che corredato di un piano industriale triennale e di una serie di documenti contabili ed amministrativi di consuntivo e previsionali hanno teso a fornire una rappresentazione realistica della struttura post fusione, di come essa intende riorganizzarsi e sviluppare la sua futura attività sul territorio.
Il 30 Dicembre 2009, corredata di questa ed altra documentazione è stata presentata alla la domanda di iscrizione al 107 del TUB. Banca D’Italia l’ha presa in carico il 7 Gennaio 2010, dando avvio al procedimento di esame che, a dimostrazione del puntuale lavoro preparatorio svolto, con effetto a far data dal 5 Maggio scorso, senza interruzione di termini, richieste di chiarimento, eccezioni e prescrizioni, ha proceduto all’iscrizione di Italia Comfidi al n°27018 dell’apposita sezione dell’elenco speciale ex Art. 107 del TUB.
L’iscrizione rappresenta senza ombra di dubbio un importante punto fermo per il rilancio dell’attività secondo il piano strategico alla base del processo di riorganizzazione post fusione.
Le azioni che stiamo portando avanti si articolano da un lato nella revisione delle convenzioni con il sistema bancario secondo lo schema adottato del così detto “doppio binario” con la finalità di introdurre la possibilità per il Confidi di rilasciare anche garanzie conformi alla normativa di Basilea 2 e quindi in grado di mitigare il rischio delle imprese socie verso le banche finanziatrici che potranno così contenere il loro assorbimenti di capitale, ma anche di giungere ad una razionalizzazione gestionale delle oltre 94 diverse convenzioni ereditate dalla fusione ed attualmente in essere con le 224 banche con cui abbiamo rapporti attivi.
L’altro fronte di impegno è invece costituito dalla riorganizzazione della Rete distributiva e l’integrazione delle risorse umane provenienti dai Confidi incorporati con quelle storiche, secondo i contenuti del piano industriale, la valorizzazione dei presidi territoriali, ed il decentramento deliberativo messo in piedi con la costituzione delle quattro aree territoriali.
La redazione del bilancio 2009 con i dati contabili e fiscali consolidati con le struttura incorporate, nonostante il differimento di 60 giorni del termine ordinario deciso dal Consiglio di Amministrazione, ha comportato un impegno particolarmente stressante per tutta la struttura amministrativa del Confidi,. Non è stato semplice amalgamare quattro diversi sistemi di tenuta dei conti in un unico report di bilancio stanti le diversità dei sistemi informatici in dotazione dei vari confidi, le problematiche tecniche di raccordo riscontrate nell’attivazione e nell’esecuzione delle verifiche sulla bontà degli elementi contabili e le difficoltà operative riscontrate nell’acquisizione delle altre informazioni necessarie alla predisposizione del progetto di bilancio.
A tal proposito debbo esprimere un sentito ringraziamento a tutto lo staff dell’ufficio amministrazione, alla responsabile ed ai nostri consulenti che con essa hanno collaborato.
Sotto il profilo numerico posso sintetizzare alcuni dati a mio avviso particolarmente rilevanti ma che per una più attenta valutazione rimando ai contenuti della relazione sulla gestione, ai dati patrimoniali ed economici di bilancio, alla nota integrativa ed agli altri documenti ufficiali contenuti nel fascicolo distribuito che vi invito a consultare, magari in un secondo momento con il tempo necessario.
Nel corso dell’esercizio sono state effettuate più di 14.000 operazioni di nuovi finanziamenti per un importo complessivo di un miliardo e 107milioni, dei quali il 39% per operazioni di breve termine ed il 61% per mutui chirografari o ipotecari ed operazioni di leasing. Lo stock complessivo delle garanzie del confidi passa da 2miliardi e 175milioni a 2miliardi e 470milioni; oltre il 70% è rilasciato ad imprese con sede nelle quattro regioni di appartenenza dei confidi originari ed oltre il 50% del totale ad imprese della Toscana.
Con la fusione alcuni indicatori patrimoniali assumono i seguenti valori: il totale dell’attivo passa da 132 a 209 milioni di euro; il patrimonio netto da 63 a 87 milioni di euro, il Patrimonio di Vigilanza libero sale a 66,5 milioni di euro.
Signori soci, il bilancio che vi proponiamo di approvare registra un avanzo di esercizio, conseguito dalla struttura incorporante pari ad €. 6.526.496 ed evidenzia un disavanzo di fusione pari ad €. 4.450.126. Il Consiglio di amministrazione propone che, in conformità con quanto stabilito dal nostro statuto venga destinato per €. 327.000 ad incremento della riserva legale e per la rimanente parte ad incremento della riserva valutaria.
Consentitemi infine di ringraziare personalmente tutti quanti hanno contribuito con il proprio impegno a superare questo anno particolarmente difficile ed impegnativo, il personale dipendente, tutta la nostra Rete commerciale esterna, i professionisti che hanno con noi collaborato per la soluzione delle diverse problematiche, il collegio sindacale per la sua preziosa opera di vigilanza e di stimolo, la società di certificazione del bilancio non solo per il lavoro di verifica svolto, ma anche per i consigli profusi per una più corretta rappresentazione dei dati stessi.
Un ringraziamento infine a tutti voi per la presenza e la partecipazione ai lavori di questa giornata.

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